L’attenzione dell’Agenzia delle Entrate si concentra quest’anno su un dettaglio spesso sottovalutato, capace di trasformare una semplice dimenticanza in un accertamento lampo. Il modello 730, pensato per semplificare la vita ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, nasconde infatti un meccanismo di verifica incrociata che non lascia spazio all’errore, soprattutto quando i dati trasmessi non coincidono con quelli già in possesso dell’amministrazione finanziaria.
L’incrocio dei dati che decide tutto
Il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate confronta automaticamente le informazioni inserite nel modello con quelle provenienti da banche, enti previdenziali, datori di lavoro e medici convenzionati. Quando anche solo un importo differisce oltre una certa soglia – fissata intorno ai 300 euro – scatta il segnale di anomalia.
Secondo un’analisi pubblicata dal Dipartimento delle Finanze, il 42 per cento dei controlli automatici deriva da incongruenze sulle detrazioni sanitarie, seguite da quelle per gli interessi sui mutui e dalle spese scolastiche. In molti casi il contribuente non ha modificato la precompilata ma ha aggiunto manualmente ricevute o scontrini non ancora comunicati dai fornitori.
- Dati sanitari trasmessi in ritardo o parzialmente dai medici
- Interessi passivi del mutuo mancanti nei flussi bancari
- Spese universitarie indicate due volte, da genitore e figlio
- Detrazioni per lavori edilizi non allineate al codice intervento
Quando l’errore diventa “anomalia”
L’invio della dichiarazione non chiude il percorso. Se l’Agenzia rileva discrepanze, avvia un controllo automatizzato (articolo 36-bis del DPR 600/1973). Il contribuente riceve la comunicazione entro pochi mesi: in media tra ottobre e dicembre dello stesso anno d’imposta.
Dichiarazione Dei RedditiQuadro E, rigo E83: l’omissione che costa cara ai contribuentiIl punto critico è la modifica del modello precompilato senza adeguata documentazione. Chi accetta la versione proposta dal Fisco evita ogni verifica preventiva; chi invece cambia importi o aggiunge spese deve essere pronto a esibire prove. È qui che si gioca la differenza tra serenità e attesa angosciosa della lettera raccomandata.
Le categorie più esposte al controllo automatico
I pensionati rappresentano oggi quasi metà dei soggetti controllati, secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate a marzo 2024. Seguono i lavoratori dipendenti con più rapporti nello stesso anno e coloro che hanno percepito redditi occasionali o bonus temporanei come quelli edilizi o energetici.
| Categoria contribuente | % controlli automatici 2023 |
|---|---|
| Pensionati | 46% |
| Lavoratori dipendenti con più CUD | 31% |
| Titolari di detrazioni edilizie | 15% |
| Liberi professionisti con ritenute d’acconto | 8% |
I segnali che fanno scattare l’allerta del software fiscale
L’algoritmo di selezione incrocia campi precisi: codice fiscale dei beneficiari delle spese, IBAN dei conti associati ai pagamenti tracciabili, numero progressivo della fattura elettronica. Un errore formale – ad esempio indicare il codice fiscale incompleto del figlio a carico – può bastare a far apparire la dichiarazione come incoerente.
I tecnici informatici dell’Agenzia spiegano che il sistema di scoring attribuisce un punteggio di rischio da 0 a 10. Oltre quota 6 parte la verifica automatica; sopra quota 8 l’accertamento viene gestito da un operatore umano. La digitalizzazione velocizza ma riduce la tolleranza agli errori materiali.
Cosa fare se arriva l’avviso di irregolarità
Chi riceve una comunicazione può regolarizzare la propria posizione entro trenta giorni usufruendo del “ravvedimento breve” previsto dall’articolo 13 del decreto legislativo n.472/1997. Pagando solo una parte della sanzione (1/9) e gli interessi legali si evita l’avvio della cartella esattoriale.
Nella maggioranza dei casi basta inviare via PEC o tramite area riservata i documenti giustificativi: scontrini parlanti, quietanze bancarie, attestazioni INPS o certificazioni universitarie. Se tutto coincide con quanto dichiarato, la pratica si chiude senza ulteriori conseguenze economiche.
Evitare l’errore prima dell’invio: le tre regole decisive
L’esperienza degli ultimi anni mostra che le anomalie nascono quasi sempre dalla fretta e dalla fiducia cieca nella compilazione automatica. Prima di premere “invia”, conviene seguire tre passaggi minimi:
- Scaricare e confrontare le certificazioni uniche (CUD) dei diversi datori di lavoro;
- Verificare sul portale sanitario regionale che tutte le spese mediche risultino correttamente associate al proprio codice fiscale;
- Mantenere copia digitale delle ricevute tracciabili superiori a 50 euro per almeno cinque anni.
L’equilibrio instabile tra semplificazione e controllo totale
L’obiettivo dichiarato dell’Agenzia delle Entrate è ridurre gli errori involontari grazie alla precompilazione dei dati; ma lo stesso sistema genera una rete di sorveglianza incrociata senza precedenti. La promessa di meno burocrazia convive così con una macchina capace di analizzare milioni di righe in pochi secondi.
Dichiarazione Dei RedditiQuesta riga del 730 precompilato garantisce uno sconto fiscale del 50%Nell’attesa della prossima campagna dichiarativa – dal 30 aprile al 30 settembre – resta aperta una domanda pratica: quanta autonomia può concedersi chi compila il proprio modello sapendo che ogni cifra è già nota al Fisco prima ancora dell’invio.


Tutto giusto ma secondo me dovrebbero semplificare le detrazioni sanitarie.
Sono d’accordo: serve più educazione fiscale nelle scuole per evitare certi sbagli.
L’anno scorso ho pagato solo 15 euro grazie al ravvedimento breve 💪
C’è modo di sapere prima se la mia dichiarazione ha punteggio alto? 🤔
Nessuno parla mai degli errori causati dai CAF stessi… succede eccome!
Bel pezzo giornalistico. Andrebbe aggiornato ogni anno con i nuovi limiti fiscali.
Pensavo fosse un errore mio e invece era il sistema sanitario in ritardo. Uff!
L’ho condiviso con i colleghi, tutti alle prese con CUD multiplo 😂
Sarà pure utile ma fa paura sapere quante informazioni hanno su di noi 🤯
E poi dicono “meno burocrazia”, certo certo…
Anche quest’anno controllerò tre volte le mie spese mediche prima dell’invio 😅
Sembra quasi fantascienza… un algoritmo che decide chi deve essere controllato!
L’articolo merita applausi: linguaggio semplice su tema complesso 👌
Bello l’approfondimento sui dati incrociati tra banche e datori di lavoro.
Che stress ogni anno con queste dichiarazioni! Non potevano semplificare davvero?
I miei genitori hanno sempre accettato la precompilata e non hanno mai avuto problemi 😉
Sono curioso: come viene calcolato esattamente quel punteggio da 0 a 10?
Basta leggere questo articolo per capire quanto sia fragile l’equilibrio tra semplificazione e controllo totale.
Avevo corretto solo una cifra del mutuo e mi hanno bloccato tutto 🤦♂️
Certe regole sembrano fatte apposta per confondere il cittadino medio.
Non sapevo del ravvedimento breve, informazione davvero preziosa 🙏
Poveri pensionati, sempre loro nel mirino del sistema automatico!
Ma non sarebbe meglio avere una chat diretta con l’Agenzia invece delle PEC infinite?
L’articolo è ben fatto ma mette un po’ d’ansia sinceramente…
Speriamo che almeno quest’anno non mi arrivi nessuna lettera raccomandata!
A me fa paura quel “punteggio sopra quota 8”… sembra una pagella scolastica 😅
L’ho letto due volte per capire bene. Complimenti per la chiarezza 👏
Mio marito ha ricevuto l’avviso per colpa di una detrazione duplicata. Alla fine tutto risolto, ma quanta fatica!
I controlli automatizzati sono giusti, ma servirebbe più chiarezza sugli esiti.
Bella spiegazione tecnica ma sarebbe utile anche un esempio pratico passo-passo.
Tutta questa digitalizzazione e ancora dobbiamo mandare documenti via PEC…
E io che credevo di aver sbagliato solo una cifra… ed è partito tutto il cinema 😅
L’articolo dovrebbe essere letto da tutti quelli che compilano il modello da soli.
Penso che molti errori derivino dalle piattaforme dei medici… sempre fuori sincronizzazione!
Sono curioso: chi decide la soglia dei 300 euro? Non è troppo bassa?
Davvero interessante capire come funziona l’algoritmo di scoring!
Certe volte mi sembra che il Fisco si diverta a trovare anomalie dove non ci sono.
Bella guida! L’ho letta tutta e mi ha evitato probabilmente un errore fatale 😅
Avevo sentito parlare dell’incrocio dei dati bancari ma non pensavo fosse così preciso.
Ma se sbaglio a inserire un codice fiscale di mio figlio, rischio una multa?
Consigli pratici molto utili, soprattutto quello del confronto tra CUD diversi.
Tutto informatizzato ma gli errori aumentano… ironico no?
Mamma mia, ogni anno la stessa ansia per il 730 😩
Speriamo che almeno il ravvedimento breve resti semplice da usare…
Non capisco perché le spese sanitarie vengano trasmesse così in ritardo dai medici.
Come al solito i pensionati sono i più controllati… che novità!
Articolo utile, l’ho girato subito a mio padre pensionato 👍
Quindi conviene sempre accettare la precompilata senza toccare nulla?
Molto interessante la parte sul punteggio di rischio: sembra quasi un videogioco fiscale!
Il Fisco sa già tutto… manca solo che ci mandino la dichiarazione già firmata 😅
Sinceramente trovo assurdo che un semplice scontrino possa generare tanta burocrazia.
A me hanno segnalato incongruenze sulle spese universitarie, ma era solo un errore della banca dati INPS!
Ogni anno il 730 diventa più complicato… ma non doveva essere “precompilato”? 😂
Mi chiedo se anche i bonus edilizi rientrino nei controlli automatici o solo quelli con detrazioni standard.
Ottimo articolo, chiaro e utile. Complimenti all’autore 😊
Non sarebbe meglio avere un margine di tolleranza più alto? 300 euro sono pochissimi…
Bella spiegazione, finalmente qualcuno chiarisce cosa succede dietro le quinte del 730.
Io ho ricevuto un avviso l’anno scorso per una spesa medica doppia, confermo tutto vero!
Ancora più controlli… e poi dicono che il sistema è “semplificato”.
Ma quindi se accetto la versione precompilata sono al sicuro al 100%?
Interessante! Non avevo idea che un errore di 300 euro potesse far scattare un controllo automatico 😳