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Modello 730/2024: questa casella sconosciuta vale un risparmio di 960€

Nel Modello 730/2024, compilato da oltre 23 milioni di contribuenti entro il 30 settembre, una singola casella può incidere fino a 960 euro sul rimborso dell’imposta dovuta.

Ogni anno il Modello 730 si aggiorna con nuove detrazioni, codici e campi che determinano la differenza tra chi paga e chi ottiene un rimborso. Nel 2024, l’attenzione si concentra su una voce poco nota ma potenzialmente decisiva per famiglie, single e lavoratori dipendenti: una detrazione che pochi flaggano, ma che può alleggerire in modo sensibile il carico fiscale domestico.

Una casella nascosta nel quadro E cambia il saldo finale

Nel quadro E del Modello 730/2024 compare la detrazione per le spese di locazione sostenute dai lavoratori dipendenti che hanno trasferito la residenza per motivi di lavoro. Una voce spesso trascurata perché non immediata da individuare tra i codici “71” e “72”, ma che consente un risparmio massimo di 960 euro in dichiarazione.

L’Agenzia delle Entrate ha confermato che possono beneficiarne coloro che si sono spostati almeno di 100 chilometri dal precedente domicilio e in una provincia diversa. La condizione è mantenere il contratto d’affitto regolarmente registrato e non superare i limiti di reddito stabiliti (fino a circa 30.000 euro).

Chi può ottenere fino a 960 euro: criteri precisi e limiti reddituali

La detrazione varia in base al reddito complessivo dichiarato. L’importo massimo di 991,60 euro scende progressivamente per chi supera le soglie previste dalla tabella ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Reddito complessivo (euro) Detrazione massima
Fino a 15.493 991,60 €
Tra 15.493 e 30.987 495,80 €
Oltre 30.987 Nessuna detrazione

I valori riflettono l’intento di sostenere chi affronta costi abitativi per esigenze lavorative, ma in molti casi vengono persi semplicemente per mancanza di informazione o errori nella compilazione del modulo precompilato.

L’effetto sorpresa della precompilata: quando l’omissione costa cara

Dalle analisi pubblicate dall’Agenzia delle Entrate emerge che nel 2023 circa il 27% dei modelli precompilati non conteneva questa voce pur spettando ai contribuenti interessati. Un’omissione che vale mediamente oltre 600 euro ciascuno.

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L’effetto combinato del trasferimento e della mancata segnalazione genera distorsioni evidenti: due contribuenti con pari reddito possono trovarsi con differenze significative nel rimborso fiscale solo per aver barrato (o meno) quella casella.

I controlli incrociati aumentano: CAF e intermediari sotto pressione

I Centri di Assistenza Fiscale (CAF) segnalano un aumento dei controlli documentali sulle detrazioni legate all’abitazione principale. I documenti richiesti includono copia del contratto d’affitto registrato e certificazioni anagrafiche relative al cambio di residenza.

  • L’Agenzia delle Entrate verifica la distanza minima tra vecchio e nuovo domicilio;
  • I CAF devono conservare copia digitale della documentazione per cinque anni;
  • I rimborsi avvengono generalmente entro luglio se la dichiarazione è presentata entro maggio;
  • I contribuenti autonomi devono invece utilizzare il modello Redditi PF con procedure diverse.

Un vantaggio poco noto rispetto ad altre agevolazioni abitative

A differenza del bonus affitti giovani o del Superbonus casa, questa detrazione non richiede comunicazioni preventive né lavori edilizi: basta la corretta indicazione nel Modello 730. Un meccanismo semplice sulla carta, ma penalizzato dalla scarsa conoscenza dei codici fiscali appropriati.

Il confronto con le agevolazioni introdotte negli ultimi anni mostra una tendenza opposta: mentre i bonus edilizi premiano chi investe nella proprietà immobiliare, questa casella tutela chi deve spostarsi per lavorare. Due visioni del sostegno economico alle famiglie italiane destinate a convivere nello stesso sistema fiscale.

Scadenze, rischi ed errori da evitare prima dell’invio definitivo

Il termine ultimo per l’invio del Modello 730/2024 è fissato al 30 settembre. Chi invia tramite sostituto d’imposta riceverà il rimborso direttamente nella busta paga o nella pensione successiva all’elaborazione.

L’errore più frequente consiste nel selezionare un codice errato o dimenticare l’indicazione della distanza effettiva tra le due abitazioni. In caso di controlli, la mancata coerenza tra dati anagrafici e fiscali comporta la perdita integrale della detrazione spettante.

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Mentre il dibattito politico ruota attorno ai grandi incentivi strutturali, questa casella minore rivela quanto anche una piccola attenzione possa valere concretamente quasi mille euro all’anno nel bilancio familiare.

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