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La casella del Modello 730 da compilare assolutamente per risparmiare 1200€ di tasse

Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate, oltre 4 milioni di contribuenti ogni anno dimenticano di indicare una voce che può incidere fino a 1200 euro sul totale delle imposte dovute.

L’arrivo della stagione dichiarativa apre come sempre la corsa alla compilazione del Modello 730. Tra detrazioni, deduzioni e bonus vari, esiste però una casella che ancora sfugge a molti e che rappresenta la differenza tra un rimborso pieno e una tassa pagata due volte. L’indicazione corretta di questa voce, accessibile a una larga fetta di famiglie italiane, può ridurre il carico fiscale in misura sorprendente.

La casella che fa la differenza: spese sostenute per il risparmio energetico domestico

Nel Modello 730/2024 la sezione relativa alle detrazioni per ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica continua a essere il punto più trascurato. La casella da non saltare è quella dedicata alle spese documentate per l’efficientamento energetico della propria abitazione principale, con detrazione al 50% o al 65% a seconda degli interventi.

Secondo le simulazioni diffuse dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, chi ha effettuato lavori di isolamento termico o sostituzione infissi nel 2023 può ottenere mediamente un beneficio fiscale tra i 900 e i 1200 euro l’anno, semplicemente barrando correttamente il rigo corrispondente del quadro E.

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L’incentivo si applica su importi massimi variabili: fino a 96.000 euro per le ristrutturazioni e fino a 100.000 euro per gli interventi di riqualificazione energetica completa dell’edificio. Tuttavia, gran parte dei contribuenti omette di segnalare le spese minori — tende solari, caldaie a condensazione, pompe di calore — che pure danno diritto allo stesso meccanismo di rimborso progressivo.

Chi può beneficiarne e chi rischia di perderlo

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che possono accedere alla detrazione tutti i contribuenti residenti o meno in Italia che posseggano o detengano l’immobile oggetto dell’intervento. Restano esclusi gli affittuari senza consenso scritto del proprietario e i soggetti con regimi forfettari privi di imposta IRPEF.

Il nodo cruciale è temporale: solo le spese effettuate entro il 31 dicembre dell’anno precedente rientrano nella dichiarazione corrente. Ritardi nei bonifici “parlanti” o mancanza della documentazione ENEA possono comportare la perdita del diritto alla detrazione.

  • Rigo E61: spese per interventi su singole unità immobiliari (detrazione 50%)
  • Rigo E62: spese relative al risparmio energetico (detrazione fino al 65%)
  • Invio comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori
  • Conservazione fatture e ricevute dei bonifici bancari dedicati

L’errore più comune: lasciare vuota la sezione “Altri dati”

Nella pratica quotidiana dei CAF e dei professionisti fiscali emerge un fatto ricorrente: molti contribuenti compilano correttamente la parte principale del quadro E ma ignorano la voce dedicata all’identificazione catastale dell’immobile interessato dagli interventi. L’omissione comporta lo scarto automatico della detrazione nel controllo formale successivo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

I dati diffusi nel Rapporto sull’assistenza fiscale mostrano che nel solo 2023 oltre il 12% delle richieste di rimborso legate al bonus casa è stato respinto per errori formali nella sezione “Altri dati”, spesso dovuti alla mancata indicazione della rendita catastale o del codice comune catastale.

Quando conviene controllare subito il precompilato

A partire dal 20 maggio l’Agenzia delle Entrate rende disponibile online il Modello 730 precompilato. Chi accede tempestivamente ai propri dati può verificare se le spese comunicate da fornitori o amministratori condominiali sono state effettivamente inserite nei righi corretti.

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In caso contrario, è possibile modificare manualmente l’importo prima dell’invio definitivo, evitando così accertamenti futuri o perdite economiche. Gli esperti suggeriscono di confrontare le voci presenti con quelle riportate nelle ricevute bancarie dei bonifici parlanti effettuati durante l’anno d’imposta.

Differenze tra chi presenta autonomamente e chi si affida al CAF

I Centri di Assistenza Fiscale (CAF) e i professionisti abilitati sono tenuti a verificare la documentazione fornita dai cittadini prima dell’invio telematico del modello. In caso d’errore imputabile all’intermediario, la responsabilità ricade sul CAF stesso, mentre chi compila autonomamente è direttamente responsabile verso l’amministrazione finanziaria.

Modalità Vantaggi Svantaggi
Autonoma tramite portale Agenzia Entrate Nessun costo; controllo immediato; invio rapido Maggior rischio d’errore; nessuna tutela in caso di verifica
Tramite CAF/professionista Tutela legale; assistenza personalizzata; controllo documentale completo Costo medio tra 40 e 70 euro; tempi più lunghi nelle revisioni

Scadenze decisive e ultime verifiche utili prima dell’invio

Il termine ufficiale per la presentazione del Modello 730/2024 è fissato al 30 settembre. Tuttavia, chi intende ottenere rapidamente eventuali rimborsi deve completare l’invio entro luglio, periodo in cui i flussi verso i sostituti d’imposta vengono elaborati prioritariamente dal sistema informativo Sogei.

Nelle settimane precedenti conviene controllare anche eventuali bonus collegati: il Superbonus ridotto al 70%, il Bonus mobili ancora attivo con tetto massimo di spesa pari a 8.000 euro e le detrazioni per abbonamenti ai mezzi pubblici fino a un massimo annuale di 250 euro. Tutte voci che condividono lo stesso principio della casella “da non dimenticare”: un piccolo campo compilato può trasformarsi in centinaia o migliaia di euro risparmiati sul totale delle imposte dovute.

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