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Dichiarazione dei Redditi: l’errore nel 730 che attiva l’accertamento fiscale immediato

Nel 2023 l’Agenzia delle Entrate ha incrociato oltre 5 milioni di dichiarazioni precompilate, segnalando anomalie su circa il 7 per cento dei modelli 730 trasmessi entro la scadenza del 30 settembre.

Un numero crescente di contribuenti scopre che basta un’inesattezza minima nel modello 730 per far scattare un accertamento automatico. Il meccanismo è stato potenziato con i controlli incrociati sui dati inviati da banche, datori di lavoro e strutture sanitarie. Non è solo una questione di software: è un cambio di paradigma nella gestione della trasparenza fiscale domestica.

L’errore che pesa più di tutti

Tra i numerosi refusi possibili, uno in particolare attira subito l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate: la discordanza tra redditi da lavoro dipendente certificati e quanto riportato nel modello 730. È un margine che può derivare da una CU non aggiornata o da una doppia dichiarazione parziale, ma l’effetto è sempre lo stesso: accertamento quasi immediato.

Il sistema “Serpico”, la piattaforma informatica usata per i controlli automatizzati, confronta in tempo reale gli importi dichiarati con le comunicazioni obbligatorie già ricevute. Una differenza superiore a 200 euro può far emergere un’anomalia classificata come “rischio alto”. A quel punto parte la richiesta di documentazione o la convocazione presso l’Ufficio Territoriale competente.

Come funziona l’accertamento automatico

L’accertamento scatta in tre fasi, tutte digitali. La prima è il confronto tra la dichiarazione e le banche dati fiscali; la seconda è la notifica al contribuente tramite PEC o area riservata; la terza prevede una finestra di 30 giorni per fornire chiarimenti o documenti integrativi.

  • Fase 1: controllo incrociato dei dati (entro 15 giorni dalla trasmissione)
  • Fase 2: segnalazione dell’anomalia e sospensione del rimborso IRPEF
  • Fase 3: risposta del contribuente o avvio dell’accertamento formale

Chi utilizza il modello precompilato senza modifiche gode ancora della protezione da verifiche dirette, salvo errori materiali nei dati originari forniti dagli enti terzi. Ma chi interviene manualmente sui campi reddituali o sulle detrazioni perde questa “copertura” e diventa soggetto a controllo prioritario.

I numeri del rischio e le categorie più esposte

I dati interni diffusi dal MEF mostrano che nel 2023 oltre 350 mila accertamenti sono stati avviati in seguito a errori formali nel 730. Le categorie più coinvolte sono lavoratori con più rapporti part-time nello stesso anno e pensionati con trattamenti integrativi non allineati tra INPS e casse professionali.

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Per alcuni profili, come chi ha richiesto detrazioni per ristrutturazioni edilizie o spese sanitarie elevate, il margine d’errore si amplia perché entrano in gioco decine di documentazioni differenti, spesso caricate online dalle stesse strutture sanitarie o dai fornitori.

Differenze sottili, conseguenze concrete

Una cifra sbagliata nella sezione degli oneri detraibili può generare effetti a catena: sospensione del rimborso IRPEF, richiesta di integrazione documentale, possibile sanzione fino al 30% dell’importo non dovuto. L’errore nasce spesso dall’inserimento manuale di una spesa già caricata nel sistema TS (Tessera Sanitaria), duplicandola inconsapevolmente.

La soglia psicologica dei 200 euro

È questo il punto di svolta: sotto tale soglia l’irregolarità resta “gestibile” con semplice rettifica; sopra si apre il fascicolo elettronico dell’accertamento. E qui si gioca la differenza tra leggerezza e infrazione rilevante agli occhi dell’amministrazione.

Cosa fare per evitare l’attivazione immediata

Le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate raccomandano tre verifiche basilari prima dell’invio definitivo:

Controllo Dove verificarlo Quando farlo
Corrispondenza CU – redditi dichiarati Sezione C del modello 730 Prima della firma elettronica
Anomalie su spese sanitarie duplicate Piattaforma precompilata TS Nella schermata riepilogo oneri
Dichiarazioni familiari a carico aggiornate Anagrafica fiscale personale Dopo eventuale variazione ISEE o nascita figli

L’obiettivo è anticipare il controllo incrociato ufficiale svolgendo un’autoverifica simile a quella utilizzata dai sistemi informatici pubblici. Un approccio che richiede tempo ma riduce drasticamente il rischio di trovarsi coinvolti in un accertamento lampo.

L’orizzonte dei nuovi controlli digitali

L’evoluzione della dichiarazione precompilata porta verso un monitoraggio permanente. Dal 2024 i flussi telematici provenienti da carte fedeltà della GDO e piattaforme energetiche saranno incrociati con i dati IRPEF per individuare incoerenze nei consumi rispetto ai redditi dichiarati. Un’estensione che solleva dubbi sulla privacy domestica ma rafforza il principio della tracciabilità totale.

Nell’attesa che le nuove regole trovino equilibrio tra prevenzione e tutela del contribuente, resta valido un dato: ogni correzione manuale sul modello digitale equivale oggi a una firma sotto osservazione diretta dell’Agenzia delle Entrate.

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