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Il rigo del Quadro E da non dimenticare mai per detrarre le spese sanitarie

Nel 2023 oltre 11 milioni di contribuenti italiani hanno indicato nel Quadro E del modello 730 più di 17 miliardi di euro di spese sanitarie complessive, con un rimborso medio sotto i 300 euro.

Ogni anno la compilazione della dichiarazione dei redditi si gioca su poche righe cruciali, e una in particolare decide se parte delle spese mediche torneranno o meno sul conto corrente. È il rigo del Quadro E dedicato alle detrazioni sanitarie, spesso trascurato o compilato con errori che annullano il beneficio fiscale. Dietro le percentuali e i limiti si nasconde una distinzione tra chi conserva scontrini e ricette e chi rinuncia per disattenzione o sfiducia nelle procedure digitali dell’Agenzia delle Entrate.

L’unico rigo che attiva la detrazione sanitaria

Il riferimento è al rigo E1 del modello 730/2024, quello in cui confluiscono le spese mediche generiche e quelle per farmaci acquistati con scontrino parlante. L’importo totale dà diritto a una detrazione Irpef del 19% sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 euro. È il confine numerico tra chi riceve un rimborso e chi no.

La regola appare semplice ma richiede precisione: anche un errore nel codice fiscale stampato sullo scontrino o una voce inserita nella sezione sbagliata può far saltare l’intero beneficio. L’Agenzia delle Entrate lo ribadisce ogni primavera nelle istruzioni ufficiali, ricordando che solo le spese tracciate tramite il Sistema Tessera Sanitaria vengono precompilate automaticamente.

Precompilata sì, ma non sempre completa

Dalla metà di maggio i modelli precompilati includono già gran parte dei dati sanitari trasmessi da farmacie, laboratori e strutture convenzionate. Tuttavia, secondo l’ultimo rapporto della Consulta nazionale dei CAF, quasi il 30% dei contribuenti deve ancora integrare manualmente voci mancanti come protesi dentarie o fatture estere.

Qui nasce il contrasto: la promessa della semplificazione digitale contro la realtà delle verifiche incrociate e delle ricevute cartacee da conservare per cinque anni. Molti studi fiscali segnalano che proprio l’affidamento totale alla precompilata porta a dimenticare il rigo E1, perché “già presente”. Ma non sempre lo è.

Quali spese entrano davvero nel calcolo

L’elenco ufficiale dell’Agenzia distingue chiaramente le tipologie ammesse alla detrazione:

  • Prestazioni rese da medici generici e specialisti
  • Acquisto di medicinali con scontrino parlante riportante codice fiscale
  • Analisi di laboratorio e visite diagnostiche
  • Dispositivi medici certificati CE
  • Cure termali prescritte dal medico curante

Sono invece escluse le spese per integratori alimentari non classificati come farmaci, i trattamenti estetici e gli interventi senza finalità terapeutica. Un limite spesso contestato da chi investe in prevenzione ma non trova riconoscimento fiscale.

Quando la franchigia cambia tutto

L’elemento di tensione resta la soglia minima: 129,11 euro non aggiornati da decenni mentre i costi sanitari crescono in doppia cifra. Secondo un’analisi Censis, tra ticket e prestazioni private la spesa media sanitaria familiare ha superato nel 2023 i 1.400 euro annui. Ciò significa che quasi tutti superano la franchigia ma pochi verificano l’esattezza dei dati trasmessi al Fisco.

Dichiarazione Dei RedditiQuesta riga del 730 precompilato garantisce uno sconto fiscale del 50%

A questo si aggiunge l’effetto delle detrazioni variabili per redditi sopra i 120 mila euro, introdotte dal decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio: una riduzione progressiva fino all’azzeramento della quota recuperabile. Così due contribuenti con identiche fatture possono trovarsi con risultati opposti solo per effetto del reddito complessivo dichiarato.

Casi particolari: familiari a carico e spese estere

I familiari nel rigo giusto

Le spese sostenute per familiari fiscalmente a carico devono essere sommate alle proprie nel rigo E1 o nei successivi (E2–E3) a seconda della tipologia. In caso di divisione delle fatture tra più persone, va indicata solo la quota effettivamente sostenuta da ciascun contribuente.

Le cure fuori confine

I trattamenti effettuati in strutture straniere sono ammessi se documentati da fattura tradotta in italiano e accompagnata da prova del pagamento tracciabile. Le istruzioni dell’Agenzia ammettono anche documentazione in inglese o francese se comprensibile ai fini fiscali. Chi ha affrontato cure dentistiche all’estero deve quindi conservare ogni dettaglio: senza IBAN o carta identificabile, nessuna detrazione è possibile.

Cosa controllare prima dell’invio definitivo

Voce Punto di verifica
Scontrini farmaci Codice fiscale presente e prodotto identificabile come medicinale
Fatture specialistiche Dati anagrafici completi e causale sanitaria specifica
Sistema Tessera Sanitaria Confronto tra importi caricati online e ricevute conservate
Franchigia applicata Sottrarre sempre 129,11 euro dal totale prima del calcolo del 19%
Dichiarazione precompilata Verificare eventuali duplicazioni o omissioni prima dell’invio telematico entro luglio

L’invio definitivo del modello deve avvenire entro il 15 luglio se tramite sostituto d’imposta o entro il 30 settembre in caso di presentazione diretta all’Agenzia delle Entrate. Chi utilizza l’applicativo online può modificare soltanto fino al giorno precedente all’invio; dopo quella data ogni correzione richiede un modello integrativo.

Dimenticare quel rigo costa caro (più di quanto sembri)

I CAF stimano che ogni anno circa due milioni di contribuenti perdano mediamente oltre 200 euro per mancata compilazione corretta del rigo E1. Una distrazione che pesa soprattutto sulle famiglie con figli piccoli o anziani assistiti, dove il volume degli scontrini è elevato ma frammentario.

Nell’economia domestica quei rimborsi rappresentano piccole somme capaci però di coprire bollette o libri scolastici. La differenza tra chi controlla il Quadro E riga per riga e chi lo salta “tanto è poco” segna ancora una linea netta nella gestione quotidiana delle finanze familiari italiane.

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