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Bonus ristrutturazione: la casella cruciale del 730 che tutti dimenticano

Nel modello 730/2024 oltre il 60 per cento dei contribuenti che hanno sostenuto lavori edilizi nel 2023 non ha compilato correttamente la sezione dedicata alle detrazioni per ristrutturazione secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate.

Ogni anno migliaia di contribuenti perdono la possibilità di recuperare fino a 48.000 euro in dieci anni solo perché tralasciano una casella apparentemente secondaria. È quella destinata a indicare il codice identificativo del pagamento e il numero della pratica edilizia, requisito chiave per accedere al Bonus ristrutturazione. L’errore più comune è saltarla, confidando che basti la fattura o il bonifico parlante. Non basta, e l’amministrazione fiscale lo conferma nei chiarimenti più recenti.

La detrazione al 50 per cento che cambia i conti di casa

Il Bonus ristrutturazione consente di recuperare il 50 per cento delle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La restituzione avviene in dieci quote annuali uguali, imputate nella dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate ricorda che il beneficio resta in vigore almeno fino al 31 dicembre 2024, salvo proroghe nella prossima legge di bilancio.

Dal rifacimento dei bagni alla sostituzione degli infissi, passando per impianti elettrici e abbattimento barriere architettoniche, l’elenco degli interventi ammessi copre quasi ogni esigenza domestica. Ma proprio la varietà delle situazioni genera errori formali: un codice catastale omesso o una data di bonifico errata possono invalidare l’intera detrazione.

La casella “codice intervento”: piccola ma decisiva

Nel quadro E del modello 730 è richiesto di indicare il “codice intervento” corrispondente al tipo di lavoro realizzato. È questa la casella che sfugge anche ai dichiaranti più scrupolosi. Senza quel codice – specificano le istruzioni ufficiali – il sistema informatico dell’Agenzia può scartare automaticamente la detrazione.

  • Codice 1: manutenzione straordinaria su singola unità abitativa
  • Codice 2: lavori su parti comuni condominiali
  • Codice 3: ricostruzione post calamità con contributo pubblico
  • Codice 4: eliminazione barriere architettoniche

L’omissione costringe spesso a presentare un modello integrativo, con tempi lunghi e costi aggiuntivi per l’assistenza fiscale. I CAF segnalano che circa un terzo delle rettifiche presentate nel 2023 riguardavano proprio questa sezione.

Quando lo sconto in fattura si trasforma in trappola

Dopo l’ondata di cantieri legati al Superbonus, molti cittadini hanno scelto lo sconto immediato in fattura anche per le ristrutturazioni ordinarie. Tuttavia, chi ha optato per questa formula non deve inserire le spese nel proprio 730: va invece segnalato solo l’intervento e il codice fiscale dell’impresa esecutrice.

TendenzeQuesta riga del 730 precompilato garantisce uno sconto fiscale del 50%

L’errore nasce quando si tenta di sommare allo sconto già ricevuto una ulteriore detrazione nel modello dichiarativo. L’Agenzia delle Entrate ha già disposto centinaia di controlli incrociati con i dati trasmessi dalle banche e dai fornitori abilitati, riducendo così i margini d’interpretazione individuale.

I controlli automatici e le nuove comunicazioni ENEA

A partire dal periodo d’imposta 2023 tutte le comunicazioni relative ai lavori soggetti a risparmio energetico devono essere inviate anche all’ENEA entro novanta giorni dalla fine dell’intervento. Il mancato invio non comporta decadenza dal Bonus ristrutturazione puro, ma può bloccare altre agevolazioni accessorie come quelle legate all’efficienza energetica.

I sistemi informatici dell’Agenzia incrociano oggi tre banche dati: anagrafe tributaria, registro catasto e portale ENEA. Secondo l’analisi pubblicata dal Ministero dell’Economia nel marzo 2024, oltre due milioni di pratiche sono state verificate automaticamente senza necessità d’intervento umano.

I casi limite che fanno la differenza tra rimborso e decadenza

Lavori pagati da familiari conviventi

Il familiare convivente può detrarre le spese se figura come intestatario del bonifico e della fattura; basta un piccolo errore nella titolarità del pagamento perché la somma venga esclusa dal beneficio.

Abitazioni ereditate o vendute durante il periodo di detrazione

Se l’immobile viene ceduto prima del termine dei dieci anni, la detrazione residua passa automaticamente al nuovo proprietario salvo diverso accordo scritto tra le parti inserito nell’atto notarile.

Situazione Cosa accade alla detrazione
Cessione immobile senza clausola specifica Trasferimento al nuovo proprietario
Cessione con clausola “mantiene beneficio” Resta al venditore originario
Morte del beneficiario originario Trasferimento agli eredi se mantengono possesso dell’immobile

Dichiarare bene conviene più che mai

L’attuale fase economica rende ogni euro recuperabile attraverso le agevolazioni fiscali un margine prezioso nel bilancio familiare. La compilazione corretta della casella dedicata al Bonus ristrutturazione non è quindi un dettaglio burocratico ma una scelta concreta tra perdere o conservare migliaia di euro negli anni futuri. Gli esperti fiscali dei CAF e gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate raccomandano un controllo incrociato dei dati prima dell’invio telematico definitivo del modello 730.

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