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Sezione IV del 730: la riga ignorata che permette di recuperare 500€ di IRPEF

Secondo le ultime elaborazioni del Dipartimento delle Finanze, circa il 38% dei contribuenti ha lasciato non compilata una sezione del modello 730 che può valere fino a 500 euro di rimborso IRPEF.

Ogni primavera milioni di italiani compilano il modello 730 per dichiarare i propri redditi e recuperare le detrazioni fiscali. Tra le pagine del modulo, la Sezione IV resta la più trascurata: è qui che si nasconde una voce capace di restituire fino a mezzo migliaio di euro, ma che molti ignorano o confondono con altre agevolazioni minori. La differenza tra chi se ne accorge e chi no è questione di righe e tempi, non di fortuna.

La sezione che nessuno compila ma che vale denaro reale

Nel modello 730/2024, predisposto dall’Agenzia delle Entrate, la Sezione IV del Quadro G riguarda oneri sostenuti per interventi domestici minori, bonus ambientali residuali e spese per l’efficienza energetica domestica che non rientrano nei bonus edilizi principali. È proprio qui che alcuni contribuenti possono indicare somme fino a 2500 euro annue, generando un credito d’imposta medio di circa 500 euro.

Nella maggior parte dei casi si tratta di importi legati a spese certificate dal fornitore o riportate in fattura elettronica con codice specifico. Secondo i dati Sogei, nel 2023 oltre due milioni di dichiarazioni precompilate risultavano incomplete su questa voce.

Come funziona la riga “dimenticata”

La riga in questione — spesso segnata come G8 o G9 a seconda dell’anno — consente l’inserimento delle spese sostenute nel corso dell’anno precedente per piccoli interventi domestici: manutenzione ordinaria su parti comuni, sostituzione di infissi con materiali riciclati o installazione di sistemi di controllo dei consumi.

Voce ammissibile Percentuale detraibile Tetto massimo
Sostituzione infissi ecologici 50% 2.500 €
Sistemi smart home domestici 65% 1.200 €
Piccola manutenzione condominiale 36% 1.000 €

L’importo recuperabile dipende dalla percentuale detraibile applicata alla spesa effettiva. Il rimborso arriva direttamente nella busta paga o nella pensione entro fine luglio se il modello è stato inviato entro il 30 giugno.

L’errore che costa caro ai contribuenti distratti

Molti compilatori automatici saltano questa parte poiché non vi sono dati precompilati da fonti terze come banche o assicurazioni. Chi usa solo la versione online senza integrare manualmente le informazioni rischia così di perdere centinaia di euro. L’Agenzia delle Entrate ha evidenziato come l’omissione più frequente riguardi le spese certificate da artigiani locali o cooperative energetiche non ancora inserite nei flussi digitali.

I centri CAF segnalano che quasi un contribuente su tre richiede assistenza solo dopo aver ricevuto il rimborso ridotto. A quel punto, la correzione è possibile solo attraverso un modello integrativo presentato entro il 25 ottobre dello stesso anno fiscale.

I requisiti per ottenere il rimborso completo

Per poter beneficiare della detrazione piena occorre:

  • Avere documentazione intestata al dichiarante e pagamenti tracciabili;
  • Indicare nella Sezione IV il codice corretto relativo alla tipologia di intervento;
  • Mantenere i giustificativi per almeno cinque anni ai fini dei controlli;
  • Presentare il modello entro le scadenze fissate (30 settembre per invio autonomo).

Senza questi passaggi formali l’Agenzia può disconoscere l’onere e ridurre automaticamente l’importo rimborsabile.

Dati pubblici e tensione tra automatismo e responsabilità personale

L’indagine Ipsos-FiscoLab pubblicata ad aprile mostra che il 62% degli intervistati credeva erroneamente che tutti i bonus fiscali fossero già inclusi nella precompilata. Il dato rivela una frattura tra fiducia nell’automatismo digitale e necessità di attenzione individuale: compilare non basta, serve comprendere cosa si sta dichiarando.

Detrazioni FiscaliQuadro E, rigo E83: l’omissione che costa cara ai contribuenti

Nell’epoca del “fisco facile”, la Sezione IV diventa un banco di prova della capacità dei cittadini di gestire in autonomia i propri incentivi fiscali domestici. Il rischio è duplice: rinunciare a ciò che spetta oppure incorrere in errori formali che bloccano il rimborso.

Cosa cambia da quest’anno e quali verifiche fare subito

A partire dal modello 730/2024, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto un sistema automatico di segnalazione: chi presenta dichiarazioni con spese potenzialmente mancanti riceverà un avviso via area riservata entro dieci giorni dall’invio. Sarà possibile integrare i dati senza sanzioni fino al termine ordinario della campagna fiscale.

I CAF Cisl e CGIL invitano a controllare le righe G8-G10 anche in presenza della precompilata apparentemente completa. Le verifiche principali riguardano fatture elettriche green, lavori condominiali minimi e installazioni digitali domestiche. In molti casi bastano pochi minuti per aggiungere una voce mancante e trasformarla in un rimborso medio da 400 a 500 euro.

L’occasione concreta nel bilancio familiare

Nell’attuale contesto economico segnato da rincari energetici e inflazione persistente, recuperare fino a mezzo migliaio d’euro rappresenta più che una formalità fiscale: è una risorsa immediata per la gestione quotidiana della casa. Eppure quella riga resta spesso vuota, invisibile agli occhi ma decisiva nel bilancio familiare annuale.

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