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Giardino: questi segnali discreti dimostrano che questo piccolo mammifero protetto dorme già da voi la notte (senza che lo sappiate)

Quasi il 70% dei ricci europei è scomparso in vent’anni secondo studi scientifici, mentre molti cittadini italiani li ospitano inconsapevolmente nei propri giardini senza accorgersene.

Un terreno smosso, un piccolo varco sotto la recinzione, qualche foglia arrotolata come un nido improvvisato. Spesso questi dettagli passano inosservati. Eppure potrebbero indicare la presenza di un ospite notturno discreto: il riccio europeo (Erinaceus europaeus), specie protetta in Italia e prezioso alleato naturale contro lumache, larve e insetti nocivi. Comprendere i segni della sua presenza non è solo curiosità, ma anche un gesto concreto di tutela ambientale.

Un alleato silenzioso per l’equilibrio del giardino

La comparsa del riccio in un giardino significa che l’ambiente offre ciò che gli serve: rifugio, umidità controllata e cibo abbondante. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), la sua dieta varia da chiocciole a lombrichi fino a piccoli insetti, contribuendo naturalmente al controllo biologico dei parassiti.

La legge italiana vieta di catturare o disturbare i ricci: sono elencati tra le specie particolarmente protette dalla Convenzione di Berna e dalla Direttiva Habitat europea. Nonostante ciò, la frammentazione degli habitat e l’uso di pesticidi continuano a ridurre il loro numero.

Comportamento Periodo Indicazione per il giardiniere
Ibernazione Da novembre a marzo Evitare lavori di pulizia profonda
Attività notturna Tutto l’anno Mantenere passaggi aperti tra i giardini
Nidificazione femmina Maggio – agosto Non spostare mucchi di rami o compost

I segnali più affidabili della presenza del riccio nel giardino

I segni più visibili compaiono al mattino. Piccole impronte con cinque dita e minuscole unghie possono rivelarsi su terreni umidi o sentieri fangosi. Le deiezioni sono nere, cilindriche, lunghe fino a 5 centimetri e contengono spesso frammenti lucenti di ali d’insetto.

  • Tunnel regolari attraverso l’erba alta o i cespugli.
  • Buchi di circa 12 centimetri sotto una recinzione o una siepe.
  • Tasce di foglie compatte con una piccola apertura laterale: possibile tana.

L’insieme di più tracce nello stesso punto, ripetute per diverse notti consecutive, indica quasi sempre un’abitudine consolidata: il riccio ha scelto quel luogo come suo territorio stabile.

Briciole sonore nella notte: quando ascoltare diventa osservare

I rumori notturni aiutano tanto quanto le tracce visive. Renfiamenti sommessi, fruscii tra le foglie o brevi grugniti sono tipici segnali della sua attività. Un microfono ambientale utilizzato dall’Oasi WWF di Vanzago ha registrato oltre 40 passaggi sonori distinti in una sola notte primaverile, confermando quanto questo animale sia attivo senza mai mostrarsi apertamente.

BiodiversitàQuesto agrume che buttate ogni mattina può diventare un rifugio vitale per gli uccelli del giardino quest’inverno

Nelle notti tranquille d’autunno o inizio primavera è possibile percepirne il passaggio vicino ai cumuli di rametti o al compost domestico. Alcuni esemplari si stabiliscono sotto casette per uccelli abbandonate o accanto a cataste di legna umida dove trovano isolamento termico ideale per l’inverno.

Cosa fare se il riccio ha già scelto casa vostra

L’obiettivo non è attirarlo forzatamente ma convivere in modo sicuro. Gli esperti dell’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) raccomandano semplici accorgimenti quotidiani:

  • Lasciare angoli non rasati o zone “selvatiche” nel prato.
  • Evitare pesticidi chimici e pellet anti-lumache tossici.
  • Mantenere piccole aperture nelle recinzioni per permettere il passaggio tra giardini contigui.
  • Sistemare ciotole d’acqua bassa; mai latte né pane secco.
  • Sospendere tagliaerba automatici dopo il tramonto per evitare ferimenti gravi.

In caso di ritrovamento di un riccio ferito o disorientato durante il giorno – comportamento anomalo – è necessario contattare immediatamente un centro recupero fauna selvatica regionale. Lì personale autorizzato può valutare stato fisico e necessità d’intervento veterinario senza violare le norme sulla detenzione delle specie selvatiche protette.

L’impatto ambientale delle scelte domestiche sul futuro dei ricci

I dati raccolti dal progetto “Vigie-Nature” mostrano che i quartieri urbani con almeno il 25% di verde privato interconnesso registrano una sopravvivenza doppia dei ricci rispetto alle aree asfaltate continue. La differenza dipende spesso da piccoli gesti quotidiani: lasciare foglie morte sotto una siepe può salvare un’intera cucciolata dall’umidità letale dell’inverno.

Anche le amministrazioni locali iniziano ad adeguarsi: diversi comuni hanno introdotto regolamenti che limitano l’uso dei soffiatori a motore nei mesi freddi e promuovono “corridoi ecologici” tra orti urbani e parchi pubblici. Un passo concreto verso quella biodiversità domestica che conviene a tutti – anche al più discreto degli ospiti notturni del nostro giardino.

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