Molti proprietari stanno accelerando cantieri e preventivi in vista della revisione delle agevolazioni fiscali previste entro il 2026. Le regole cambieranno, e con esse la convenienza economica che negli ultimi anni ha spinto interi quartieri a ristrutturarsi. Dietro questa corsa non c’è solo la paura di perdere lo sconto, ma anche l’incertezza su tempi, aliquote e nuovi limiti di reddito annunciati dal governo.
Il conto alla rovescia dell’ecobonus: cosa succederà dal 2025
L’Ecobonus, che oggi consente una detrazione fino al 65 per cento per interventi di efficientamento energetico, si prepara a un riordino profondo. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha confermato che il sistema sarà gradualmente ridotto fino al 50 per cento nel 2026, con nuove soglie ISEE e restrizioni sugli immobili non residenziali. L’Agenzia delle Entrate sta già predisponendo le nuove linee guida.
La prospettiva di un taglio consistente ha innescato un effetto immediato: chi può permetterselo anticipa ora i lavori per godere ancora delle vecchie aliquote. Imprese e tecnici segnalano liste d’attesa piene fino all’autunno.
Superbonus addio: il passaggio più temuto dai condomìni
Il Superbonus al 110 per cento, introdotto nel 2020 e poi ridotto al 70 nel 2024, scenderà ulteriormente al 65 nel 2025 prima della chiusura definitiva prevista nel gennaio 2026. La norma transitoria consente di mantenere la vecchia aliquota solo per i lavori con CILAS presentata entro giugno 2024.
Questa scadenza è diventata il punto di svolta: chi non ha protocollato in tempo rischia di perdere decine di migliaia di euro di agevolazioni. Secondo ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), circa il 40 per cento dei cantieri condominiali aperti nel biennio scorso si è accelerato nelle ultime settimane proprio per rispettare quella data.
I nuovi limiti cambiano le priorità familiari
L’ipotesi più accreditata del nuovo piano bonus prevede tetti massimi basati sul reddito familiare e sul tipo di edificio. Il governo intende favorire gli interventi nei condomìni medio-piccoli e nelle abitazioni principali rispetto alle seconde case o agli immobili turistici. Un’analisi del Censis ha stimato che oltre il 60 per cento dei beneficiari attuali supererebbe le soglie proposte.
EcobonusRistrutturazione energetica 2026: i 4 lavori che danno ancora diritto a un contributo stataleQuesto spostamento del baricentro crea contrasti evidenti tra famiglie con redditi diversi, ma anche tra città e aree interne dove le tipologie abitative non coincidono con i criteri previsti. Gli amministratori condominiali parlano già di “due Italie del risparmio energetico”.
Come cambiano le detrazioni: esempi pratici
| Anno | Tipo bonus | Aliquota massima | Note principali |
|---|---|---|---|
| 2024 | Ecobonus/Superbonus | 65% / 70% | Cessione credito ancora possibile in alcuni casi |
| 2025 | Nuovo Ecobonus rimodulato | 55% / 65% | Soglie ISEE introdotte; limiti su seconde case |
| 2026 | Bonus energia “ordinario” | 50% | Abolizione definitiva Superbonus; solo detrazione diretta in dichiarazione |
I dati mostrano come il vantaggio fiscale tenda a dimezzarsi nell’arco di due anni. Per una ristrutturazione da 100 mila euro la differenza potenziale supera i 15 mila euro netti, una cifra sufficiente a giustificare la corsa attuale ai lavori.
L’effetto domino su imprese e materiali
I fornitori segnalano rincari medi del 12 per cento su isolanti e infissi certificati A+, mentre le imprese lamentano carenza di manodopera qualificata. La filiera dell’edilizia green vive una fase paradossale: ordini record oggi e timore del vuoto domani. Confartigianato stima che oltre 40 mila piccole aziende dovranno riconvertire parte dell’attività se la domanda crollerà dopo il ridimensionamento degli incentivi.
Nelle regioni del Nord le agenzie immobiliari collegano già l’aumento dei prezzi degli appartamenti ristrutturati alla prospettiva della fine dei bonus: gli acquirenti privilegiano case “già efficientate” per evitare spese future meno detraibili.
Cosa fare ora tra burocrazia, scadenze e alternative possibili
- Verificare con un tecnico abilitato lo stato energetico dell’immobile (APE aggiornato).
- Prenotare l’asseverazione ENEA prima della modifica delle aliquote.
- Mantenere tracciabilità dei pagamenti “parlanti” richiesti dall’Agenzia delle Entrate.
- Considerare altre misure ancora attive come Bonus Ristrutturazioni al 50% o Bonus Barriere Architettoniche al 75% fino al termine prorogato del dicembre 2025.
L’Istat segnala che ogni mese oltre ventimila famiglie italiane avviano nuove pratiche legate ai bonus casa. Nessuna certezza definitiva sulle norme future, ma un dato emerge netto: chi muove ora i primi passi evita sorprese quando l’ecobonus cambierà volto nel calendario fiscale del 2026.


È vero che dal 2026 non si potrà più cedere il credito?
Sembra quasi una corsa contro il tempo… speriamo bene per chi deve ancora iniziare.
Io abito in campagna e qui trovare imprese è impossibile ormai!
C’è troppa confusione normativa, dovrebbero semplificare invece di complicare tutto.
Articolo utile ma un po’ allarmistico secondo me.
Meno male che ho fatto tutto l’anno scorso, ora dormo tranquillo 😉
Non capisco perché non mantengono almeno il 65% fisso, sarebbe più equilibrato.
Ahahaha e io che pensavo di rifare solo il bagno… ora sembra missione impossibile 😂
Sono architetto e confermo: c’è una corsa folle ai lavori, tutto prenotato fino a ottobre!
Ho letto che i materiali stanno aumentando di prezzo ogni settimana… vero?
Mi chiedo se davvero nel 2026 ci sarà la “fine dei bonus” o solo l’ennesima proroga 🤔
Bella analisi, ma manca il punto di vista delle imprese più piccole secondo me.
Io nel mio condominio non riusciamo a metterci d’accordo… un disastro!
Qualcuno ha idea se le seconde case rientrano ancora nel bonus 2025?
È assurdo: prima ti spingono a fare i lavori, poi tagliano tutto. Tipico 😡
Finalmente una spiegazione chiara, grazie mille all’autore!
Mah, ogni volta cambiano le regole… come si fa a fidarsi?
Io ho appena firmato il preventivo per gli infissi, speriamo di fare in tempo 😅
Interessante articolo! Ma qualcuno sa già se le nuove soglie ISEE saranno molto restrittive?