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Ecco perché migliaia di italiani stanno facendo i lavori adesso prima che l’ecobonus 2026 cambi tutto

Secondo i dati del Ministero dell’Economia oltre 1,4 milioni di interventi edilizi legati ai bonus casa sono stati avviati nel 2024 con un incremento del 27 per cento rispetto al 2023.

Molti proprietari stanno accelerando cantieri e preventivi in vista della revisione delle agevolazioni fiscali previste entro il 2026. Le regole cambieranno, e con esse la convenienza economica che negli ultimi anni ha spinto interi quartieri a ristrutturarsi. Dietro questa corsa non c’è solo la paura di perdere lo sconto, ma anche l’incertezza su tempi, aliquote e nuovi limiti di reddito annunciati dal governo.

Il conto alla rovescia dell’ecobonus: cosa succederà dal 2025

L’Ecobonus, che oggi consente una detrazione fino al 65 per cento per interventi di efficientamento energetico, si prepara a un riordino profondo. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha confermato che il sistema sarà gradualmente ridotto fino al 50 per cento nel 2026, con nuove soglie ISEE e restrizioni sugli immobili non residenziali. L’Agenzia delle Entrate sta già predisponendo le nuove linee guida.

La prospettiva di un taglio consistente ha innescato un effetto immediato: chi può permetterselo anticipa ora i lavori per godere ancora delle vecchie aliquote. Imprese e tecnici segnalano liste d’attesa piene fino all’autunno.

Superbonus addio: il passaggio più temuto dai condomìni

Il Superbonus al 110 per cento, introdotto nel 2020 e poi ridotto al 70 nel 2024, scenderà ulteriormente al 65 nel 2025 prima della chiusura definitiva prevista nel gennaio 2026. La norma transitoria consente di mantenere la vecchia aliquota solo per i lavori con CILAS presentata entro giugno 2024.

Questa scadenza è diventata il punto di svolta: chi non ha protocollato in tempo rischia di perdere decine di migliaia di euro di agevolazioni. Secondo ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), circa il 40 per cento dei cantieri condominiali aperti nel biennio scorso si è accelerato nelle ultime settimane proprio per rispettare quella data.

I nuovi limiti cambiano le priorità familiari

L’ipotesi più accreditata del nuovo piano bonus prevede tetti massimi basati sul reddito familiare e sul tipo di edificio. Il governo intende favorire gli interventi nei condomìni medio-piccoli e nelle abitazioni principali rispetto alle seconde case o agli immobili turistici. Un’analisi del Censis ha stimato che oltre il 60 per cento dei beneficiari attuali supererebbe le soglie proposte.

EcobonusRistrutturazione energetica 2026: i 4 lavori che danno ancora diritto a un contributo statale

Questo spostamento del baricentro crea contrasti evidenti tra famiglie con redditi diversi, ma anche tra città e aree interne dove le tipologie abitative non coincidono con i criteri previsti. Gli amministratori condominiali parlano già di “due Italie del risparmio energetico”.

Come cambiano le detrazioni: esempi pratici

Anno Tipo bonus Aliquota massima Note principali
2024 Ecobonus/Superbonus 65% / 70% Cessione credito ancora possibile in alcuni casi
2025 Nuovo Ecobonus rimodulato 55% / 65% Soglie ISEE introdotte; limiti su seconde case
2026 Bonus energia “ordinario” 50% Abolizione definitiva Superbonus; solo detrazione diretta in dichiarazione

I dati mostrano come il vantaggio fiscale tenda a dimezzarsi nell’arco di due anni. Per una ristrutturazione da 100 mila euro la differenza potenziale supera i 15 mila euro netti, una cifra sufficiente a giustificare la corsa attuale ai lavori.

L’effetto domino su imprese e materiali

I fornitori segnalano rincari medi del 12 per cento su isolanti e infissi certificati A+, mentre le imprese lamentano carenza di manodopera qualificata. La filiera dell’edilizia green vive una fase paradossale: ordini record oggi e timore del vuoto domani. Confartigianato stima che oltre 40 mila piccole aziende dovranno riconvertire parte dell’attività se la domanda crollerà dopo il ridimensionamento degli incentivi.

Nelle regioni del Nord le agenzie immobiliari collegano già l’aumento dei prezzi degli appartamenti ristrutturati alla prospettiva della fine dei bonus: gli acquirenti privilegiano case “già efficientate” per evitare spese future meno detraibili.

Cosa fare ora tra burocrazia, scadenze e alternative possibili

  • Verificare con un tecnico abilitato lo stato energetico dell’immobile (APE aggiornato).
  • Prenotare l’asseverazione ENEA prima della modifica delle aliquote.
  • Mantenere tracciabilità dei pagamenti “parlanti” richiesti dall’Agenzia delle Entrate.
  • Considerare altre misure ancora attive come Bonus Ristrutturazioni al 50% o Bonus Barriere Architettoniche al 75% fino al termine prorogato del dicembre 2025.

L’Istat segnala che ogni mese oltre ventimila famiglie italiane avviano nuove pratiche legate ai bonus casa. Nessuna certezza definitiva sulle norme future, ma un dato emerge netto: chi muove ora i primi passi evita sorprese quando l’ecobonus cambierà volto nel calendario fiscale del 2026.

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