L’annuncio è arrivato a fine marzo, con la presentazione della Legge di Bilancio 2026. Tra i nuovi strumenti destinati alla conciliazione vita-lavoro spicca il cosiddetto “Bonus Nonni”, una misura pensata per valorizzare il ruolo dei nonni nella cura quotidiana dei più piccoli e alleggerire il peso economico delle famiglie con figli sotto i dodici anni. Il provvedimento, proposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali insieme all’INPS, sta già suscitando interesse e discussione.
Il bonus: quanto vale e a chi spetta
Secondo la bozza del decreto attuativo, il contributo mensile potrà arrivare fino a 350 euro per nucleo familiare, con variazioni in base al reddito ISEE. Saranno ammesse le famiglie con figli minori di 12 anni in cui almeno un genitore svolga attività lavorativa continuativa. I nonni dovranno risultare residenti in Italia e iscritti all’anagrafe della famiglia che beneficia del bonus.
L’INPS gestirà le richieste attraverso una piattaforma online dedicata, attiva dal 1° aprile 2026. La priorità sarà data ai nuclei monoparentali e alle famiglie con entrambi i genitori occupati a tempo pieno. Il contributo verrà erogato direttamente ai nonni, previa autocertificazione delle ore di custodia effettiva.
- Importo massimo: 350 euro al mese
- Durata: fino a 12 mesi rinnovabili
- Requisiti ISEE: sotto i 35.000 euro
- Decorrenza: aprile 2026
- Gestione: INPS
Un aiuto o un segnale? Il confine tra welfare familiare e lavoro sommerso
L’idea di pagare i nonni per accudire i nipoti ha diviso esperti ed economisti. Da un lato viene letta come riconoscimento concreto di un ruolo già fondamentale nel sistema familiare italiano; dall’altro, come un passo simbolico che rischia di sostituire politiche strutturali per l’infanzia. Secondo un’analisi dell’Istat, oltre il 60% dei bambini sotto i dieci anni trascorre almeno tre giorni alla settimana con i nonni mentre i genitori sono al lavoro.
Nelle regioni meridionali la percentuale supera il 70%, dato che spiega perché proprio qui si attendano più domande. Alcuni osservatori sottolineano che la misura potrebbe colmare le lacune nei servizi educativi per l’infanzia, ma anche legittimare forme informali di assistenza prive di tutele assicurative.
L’Italia e l’Europa: modelli a confronto
In Francia e Germania esistono incentivi simili ma con logiche diverse. Oltralpe, ad esempio, gli aiuti vengono destinati ai genitori che scelgono assistenti familiari certificati; in Germania parte del sostegno passa attraverso detrazioni fiscali dirette ai caregiver registrati. L’Italia sceglie invece la via del riconoscimento affettivo ed economico verso la figura dei nonni, pilastro della rete domestica tradizionale.
| Paese | Tipologia di sostegno | Importo medio mensile | Beneficiari principali |
|---|---|---|---|
| Italia (dal 2026) | Sussidio diretto ai nonni | Fino a 350 € | Nuclei con figli <12 anni |
| Francia | Aiuti alle famiglie per assistenti certificati | Circa 400 € | Genitori lavoratori |
| Germania | Detrazione fiscale caregiver registrato | Circa 300 € | Caretaker familiari ufficiali |
I limiti pratici: controlli, cumulabilità e rischi burocratici
L’INPS prevede verifiche incrociate tra anagrafe comunale e dichiarazioni ISEE per evitare abusi. Il bonus sarà cumulabile solo con il nuovo “Assegno unico integrativo infanzia”, ma non con altri contributi regionali simili. Restano dubbi sulla tracciabilità delle ore effettive di custodia: sarà sufficiente una dichiarazione firmata dai genitori, senza registrazioni giornaliere né badge elettronici.
Bonus NonniBonus nonni 2026: fino a 600€ per famiglia se tieni i nipoti, ecco come richiederloI sindacati hanno espresso cautela sul rischio che la misura generi aspettative difficilmente sostenibili nel lungo periodo, specie se il fondo dovesse esaurirsi rapidamente. Le associazioni familiari chiedono invece tempi rapidi per l’attivazione dei moduli telematici e chiarimenti sulle modalità di rinnovo annuale.
L’impatto atteso sulle famiglie italiane
I dati raccolti dal Centro Studi Censis indicano che circa due milioni di nonni italiani si occupano abitualmente dei nipoti durante la settimana lavorativa dei genitori. Se anche solo metà facesse richiesta del bonus nel primo anno, il costo supererebbe ampiamente le stime iniziali del Ministero dell’Economia. È su questo equilibrio – tra riconoscimento sociale e sostenibilità finanziaria – che si gioca gran parte del futuro della misura.
Mentre alcune famiglie vedono nel Bonus Nonni un gesto concreto verso chi offre tempo ed energie senza compenso, altre temono che possa trasformarsi in un incentivo temporaneo privo di prospettiva strutturale. La risposta arriverà quando le prime domande saranno elaborate dall’INPS e il bilancio dei primi mesi renderà evidente se la nuova formula sarà davvero capace di tenere insieme cura familiare ed equità economica.


Interessante, ma chi paga tutto questo alla fine?
E se i nonni vivono in un’altra città? Esclusi?
Io lavoro a tempo pieno e mia madre si occupa dei miei figli: finalmente potrà sentirsi valorizzata!
Scommetto che l’INPS si bloccherà il primo giorno 😅
Mi sembra un modo elegante per mascherare la mancanza di asili nido pubblici.
350 euro sono pochi, ma almeno è un segno di rispetto verso gli anziani 💕
Ottima misura! Speriamo solo che non finisca come tanti altri bonus spariti nel nulla.
Bello il concetto, ma chi controllerà se i nonni tengono davvero i nipoti?
Solita burocrazia all’italiana, vedrete che per fare domanda serviranno 100 documenti…
Io sono nonna e lo faccio già gratis da anni… meglio tardi che mai!
Ma davvero basteranno 350 euro al mese? 🤔
Finalmente una buona notizia! Era ora che qualcuno riconoscesse il lavoro dei nonni.