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Questo nuovo bonus del 2026 rimborsa parte delle spese veterinarie e quasi nessuno lo richiede ancora

Secondo le ultime stime del Ministero dell’Economia, nel primo trimestre 2026 solo il 4,8% dei proprietari di animali domestici ha presentato richiesta per il nuovo rimborso veterinario disponibile fino al 31 dicembre.

Il bonus veterinario 2026 è stato introdotto con la Legge di Bilancio approvata a fine 2025 per sostenere le famiglie con animali da compagnia e ridurre l’abbandono, ma a oggi resta un’agevolazione poco conosciuta. Si tratta di un contributo che copre parte delle spese veterinarie sostenute per cani e gatti regolarmente registrati all’anagrafe, con importi variabili in base al reddito. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato a gennaio la guida ufficiale, ma la comunicazione pubblica appare ancora timida rispetto ad altri bonus destinati ai cittadini.

Un contributo fino a 250 euro per chi dichiara meno di 25mila euro

L’importo massimo del rimborso è fissato a 250 euro per chi presenta un reddito ISEE non superiore a 25mila euro, mentre scende progressivamente fino a un minimo di 100 euro per le fasce più alte. Sono ammesse tutte le spese documentate da fattura o scontrino elettronico relative a visite, vaccini e farmaci prescritti dal veterinario. Non sono invece inclusi cibo, accessori o toelettatura.

Il rimborso avviene sotto forma di credito d’imposta da utilizzare nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. In pratica, chi sostiene una spesa veterinaria nel corso del 2026 potrà detrarre la quota spettante nel modello 730 del 2027. Una modalità che favorisce i contribuenti già abituati alla gestione telematica ma rischia di escludere chi non presenta abitualmente dichiarazioni fiscali.

Pochi sanno come funziona: colpa della complessità o della comunicazione?

Le associazioni animaliste, come ENPA e LAV, segnalano che molti proprietari ignorano l’esistenza del bonus o ne fraintendono i requisiti. L’Agenzia delle Entrate prevede una procedura esclusivamente online attraverso SPID o CIE sul portale dedicato “BonusFamiglia”, dove è necessario allegare fatture digitali e indicare il codice fiscale dell’animale.

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I commercialisti confermano che l’iter può risultare scoraggiante per chi non dispone di competenze digitali adeguate. Un sondaggio condotto dall’Istituto Piepoli a marzo evidenzia che il 62% degli intervistati non aveva mai sentito parlare dell’incentivo, nonostante possedesse almeno un animale domestico.

Veterinari favorevoli ma preoccupati: “rischio burocrazia”

I medici veterinari iscritti alla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) accolgono positivamente l’iniziativa come riconoscimento del ruolo sanitario degli animali d’affezione. Tuttavia segnalano ritardi nei rimborsi e confusione sulle tipologie di prestazioni ammesse.

  • Visite annuali e vaccinazioni ordinarie: rimborsabili al 50%
  • Interventi chirurgici urgenti: rimborsabili fino al 70%
  • Terapie croniche o riabilitative: escluse se prolungate oltre sei mesi

La Federazione chiede chiarimenti sui tempi tecnici tra emissione della fattura e validazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Senza un flusso semplificato — sostengono — si rischia che i professionisti rinuncino a segnalare correttamente i dati richiesti.

La differenza tra città e zone rurali si allarga

I dati del Dipartimento Politiche Agricole mostrano che nelle aree urbane la percentuale di richieste supera il 7%, mentre nei piccoli comuni non arriva al 2%. La causa principale sembra essere la mancanza di veterinari convenzionati con sistemi digitali aggiornati. Inoltre molti cittadini non dispongono ancora dello SPID, necessario per completare la procedura.

Questo divario digitale accentua una disuguaglianza già nota in altri ambiti sociali: chi vive in città accede più facilmente agli incentivi pubblici, chi abita in zone periferiche resta spesso escluso anche quando ne avrebbe diritto pieno.

Cosa cambia dal prossimo anno: nuovi limiti e piattaforma unica

Dal gennaio 2027 il Ministero della Salute intende integrare il bonus veterinario all’interno della piattaforma unica “Welfare Italia”, insieme agli altri sostegni familiari. Sarà possibile caricare direttamente i documenti tramite app mobile e ricevere notifiche automatiche sullo stato della pratica.

Anno fiscale Tetto ISEE massimo Importo massimo rimborsabile
2026 25.000 € 250 €
2027 (previsto) 28.000 € 300 €

L’obiettivo dichiarato dal Ministero è raggiungere almeno il 20% dei potenziali beneficiari entro due anni. Una soglia che segnerebbe un punto di svolta: trasformare quello che oggi appare come un esperimento poco sfruttato in una misura strutturale del welfare animale italiano.

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