Il “bonus nonni” nasce per riconoscere il ruolo crescente dei nonni nella gestione quotidiana dei nipoti, un contributo economico statale che si propone di alleggerire i costi delle famiglie con bambini piccoli e sostenere gli anziani attivi. Ma le regole sono rigide: tre condizioni precise da rispettare, scadenze ravvicinate e differenze notevoli tra chi rientra e chi resta fuori.
Un aiuto economico pensato per i nonni che si prendono cura dei nipoti
Il provvedimento, confermato nella legge di Bilancio 2026 e gestito dall’INPS, prevede un contributo annuale destinato ai nonni che si occupano concretamente dei nipoti fino a 12 anni. Il governo ha puntato su questa misura dopo l’aumento del tasso di occupazione femminile, che ha evidenziato quanto la rete familiare resti essenziale per conciliare lavoro e cura.
Le analisi condotte dall’ISTAT mostrano che oltre il 47 % delle madri lavoratrici italiane affida ai nonni la cura dei figli almeno tre giorni a settimana. Una realtà sociale consolidata che ora entra ufficialmente nell’agenda economica nazionale.
Le tre condizioni esatte per ottenere il bonus
L’accesso al bonus è vincolato a tre criteri stabiliti dal decreto attuativo dell’INPS, che saranno validi per tutto l’anno fiscale 2026:
- Convivenza o assistenza documentata: il nonno deve risiedere nello stesso Comune del minore o dimostrare un’assistenza regolare certificata tramite autocertificazione firmata dai genitori.
- Limite ISEE familiare: il valore ISEE del nucleo del minore non deve superare i 25 000 euro annui; la soglia sale a 35 000 in presenza di due o più figli minori.
- Assenza di altri sussidi analoghi: il bonus è incompatibile con l’Assegno di conciliazione comunale o con altri contributi regionali destinati alla stessa finalità.
I controlli avverranno tramite incrocio automatico delle banche dati dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS. Le domande potranno essere inviate dal 15 gennaio al 31 marzo 2026 esclusivamente online, attraverso SPID o CIE digitale.
L’importo varia in base alle ore di cura dichiarate
L’entità del beneficio dipenderà dalle ore mensili dedicate alla cura dei nipoti, secondo una griglia fissata dal Ministero della Famiglia. Si tratta di un modello “a tempo parziale” che premia la presenza effettiva rispetto alla semplice disponibilità anagrafica.
| Ore di cura mensili | Importo annuo massimo |
|---|---|
| Da 20 a 39 ore | 600 € |
| Da 40 a 79 ore | 900 € |
| Oltre 80 ore | 1 200 € |
I pagamenti saranno effettuati in due rate semestrali, direttamente sul conto corrente indicato nella domanda. Il bonus sarà esente da tassazione IRPEF ma dovrà essere dichiarato ai fini ISEE l’anno successivo.
Dove si gioca la vera differenza: tempo e burocrazia
L’aspetto più controverso riguarda la modalità di verifica delle ore effettivamente dedicate alla cura. Sarà necessario compilare un registro mensile digitale, simile al “diario educativo”, validato dai genitori o da un ente convenzionato (scuola dell’infanzia o Comune). Una procedura che molti considerano complessa per persone anziane poco abituate agli strumenti informatici.
Bonus NonniBonus nonni 2026: fino a 600€ per famiglia se tieni i nipoti, ecco come richiederloI sindacati pensionati chiedono semplificazioni: una sola autocertificazione annuale basterebbe a evitare code ai CAF e disagi nei piccoli centri. Dall’altra parte, l’INPS difende il sistema come garanzia contro gli abusi che nel primo anno sperimentale avevano superato il 7 % delle domande respinte per incongruenze.
Cosa cambia rispetto ad altri incentivi familiari
A differenza dell’Assegno Unico Universale – indirizzato ai genitori – questo contributo sposta l’attenzione sugli anziani attivi e sulla solidarietà intergenerazionale. È un segnale politico: riconoscere formalmente il lavoro invisibile dei nonni senza trasformarlo in un obbligo economico permanente dello Stato.
Nelle regioni dove già esistono misure analoghe (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana), il bonus nazionale sostituirà gradualmente le sperimentazioni locali. La data chiave è il 1° luglio 2026, quando entrerà pienamente a regime la piattaforma unica INPS-Famiglia dedicata ai sussidi intergenerazionali.
Casi limite e possibili esclusioni da conoscere prima della domanda
I nonni residenti all’estero ma iscritti all’AIRE potranno richiedere il bonus solo se trascorrono almeno sei mesi continuativi in Italia durante l’anno solare. Restano invece esclusi coloro che percepiscono assegni di accompagnamento o altre prestazioni assistenziali legate all’età avanzata superiore agli ottant’anni.
L’interesse pubblico verso questa misura è già alto: secondo un sondaggio condotto da SWG a maggio 2024, sette italiani su dieci ritengono giusto riconoscere economicamente i nonni che aiutano i figli lavoratori. Tuttavia solo uno su tre crede che riuscirà davvero a soddisfare tutti i requisiti richiesti dal regolamento definitivo.
Bonus NonniQuesto nuovo bonus del 2026 paga i nonni che tengono i nipoti mentre i genitori lavoranoDati alla mano, la differenza la farà ancora una volta l’informazione tempestiva: conoscere le regole entro marzo 2026 significherà avere accesso a un sostegno concreto oppure restarne esclusi per una firma mancata o una data sbagliata.


C’è scritto che sarà esente da IRPEF: fantastico 😎
Non capisco perché escludere chi ha più di 80 anni. Sono proprio loro i veri supernonni!
Mia madre si occupa dei miei due figli quasi tutti i giorni: spero proprio che potrà beneficiarne!
Sempre più difficile orientarsi con tutti questi bonus… ne esce uno nuovo ogni anno.
Sono curioso di sapere se servirà allegare foto o documenti di presenza 🤔
E se uno dei genitori è disoccupato, il bonus vale lo stesso?
Queste regole sembrano scritte da chi non ha mai visto un nonno nella vita!
Bella iniziativa per aiutare le famiglie, speriamo funzioni stavolta 🙏
Scusate ma chi controlla davvero quante ore passano i nonni coi nipoti?
Mi pare una misura giusta, anche se io avrei alzato la soglia ISEE.
Bonus utile ma troppo complicato. Perché non semplificano mai niente in Italia?
Tutto bello sulla carta, ma scommetto che poi l’INPS farà casino con le domande.
Ma davvero serve compilare un “registro digitale”? I miei nonni manco sanno accendere il PC 😂
Ottimo articolo, spiegato bene e chiaro. Grazie!
Mi chiedo se servirà anche il consenso dei genitori o basta l’autocertificazione?
1200 euro l’anno non sono tanti, ma è comunque un bel gesto simbolico.
Io non ho SPID, come farò a fare domanda? 😩
Idea bellissima, ma la burocrazia ucciderà tutto come sempre…
Ma quindi bisogna vivere nello stesso Comune del nipote? E se uno abita a 10 km di distanza?
Finalmente un riconoscimento per i nonni! Era ora che qualcuno ci pensasse seriamente 💪