Politica Sulla Privacy - Note legali - Reclamo

Bonus nonni 2026: fino a 600€ per famiglia se tieni i nipoti, ecco come richiederlo

Nel 2026 il nuovo Bonus nonni potrebbe coinvolgere oltre 1,2 milioni di famiglie italiane con un contributo economico fino a 600 euro per chi si occupa dei nipoti durante l’orario di lavoro dei genitori.

La misura, prevista nella Legge di Bilancio 2026 e promossa dal Ministero del Lavoro in collaborazione con l’INPS, intende valorizzare il ruolo dei nonni come pilastro del welfare familiare italiano. Dopo anni di richieste politiche e sociali, il governo introduce un incentivo economico che riconosce formalmente un’attività finora gratuita ma essenziale: la cura quotidiana dei nipoti.

Un aiuto economico che cambia gli equilibri familiari

L’importo massimo del Bonus nonni è fissato a 600 euro annui per nucleo familiare, da suddividere in rate semestrali o trimestrali a seconda della modalità scelta. La misura si rivolge alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano o frequentano corsi di formazione riconosciuti e affidano regolarmente i figli ai nonni. L’obiettivo è ridurre la spesa per baby-sitter o nidi privati e sostenere la conciliazione tra lavoro e vita familiare.

Secondo le stime dell’ISTAT, oltre il 45% delle famiglie italiane con bambini sotto i dieci anni riceve già un supporto costante dai nonni. Il bonus rende ora questa dinamica parte integrante delle politiche pubbliche, creando una rete intergenerazionale più riconosciuta anche sul piano economico.

Come funziona: requisiti e domanda all’INPS

La domanda per ottenere il Bonus nonni potrà essere presentata dal 15 febbraio al 30 giugno 2026 tramite il portale INPS o attraverso i patronati. Sarà necessario che almeno uno dei due nonni risulti residente nello stesso Comune del minore e che si dichiari la presa in carico continuativa del nipote per un minimo di 20 ore mensili.

TendenzeEcobonus 2026: ecco esattamente cosa viene rimborsato e cosa non lo è più a partire da gennaio

I requisiti principali sono:

  • I genitori devono essere entrambi occupati o iscritti a un corso professionalizzante riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione;
  • I nonni devono essere pensionati o disoccupati registrati al Centro per l’Impiego;
  • Il minore deve avere meno di 12 anni;
  • L’ISEE familiare complessivo non deve superare i 35.000 euro annui.

Dove nascono le prime polemiche

Le associazioni familiari accolgono positivamente la misura, ma sollevano dubbi sulla reale efficacia del contributo economico. Federconsumatori sottolinea che 600 euro l’anno equivalgono a circa 50 euro al mese: una cifra simbolica rispetto al valore del tempo dedicato dai nonni. D’altro canto, Confartigianato evidenzia il rischio di esclusione per le famiglie monogenitoriali o per chi vive lontano dai parenti.

Il contrasto principale ruota attorno alla natura stessa del bonus: sostegno sociale o compensazione economica? I sindacati propongono che venga cumulabile con altri incentivi alla genitorialità, come il Bonus asilo nido o l’Assegno unico universale, mentre alcune regioni spingono per una gestione autonoma delle risorse.

L’impatto atteso sulle politiche familiari

L’Osservatorio Nazionale sulla Famiglia prevede che nel primo anno di applicazione circa il 30% delle famiglie eleggibili farà richiesta. Ciò comporterebbe una spesa stimata in oltre 350 milioni di euro coperta dal Fondo Sociale Europeo e da fondi statali. Il governo mira così a ridurre l’abbandono lavorativo femminile legato alla cura dei figli piccoli: fenomeno che secondo Eurostat riguarda ancora una donna su cinque nel nostro Paese.

La misura entra quindi in un quadro più ampio di riforme volte a sostenere natalità e occupazione femminile. Tuttavia, resta aperta la questione della burocrazia: moduli digitali complessi e certificazioni ISEE aggiornate potrebbero rallentare le domande nei primi mesi.

Casi limite e possibili alternative regionali

Alcune regioni intendono integrare il Bonus nonni nazionale con contributi aggiuntivi. Emilia-Romagna e Toscana stanno valutando un cofinanziamento fino a ulteriori 200 euro per famiglie con redditi medio-bassi. In Lombardia invece si discute una detrazione fiscale regionale alternativa per chi preferisce destinare la somma alla previdenza integrativa dei nonni.

Regione Integrazione prevista Destinatari
Emilia-Romagna +200€ regionali Nuclei ISEE < 25.000€
Toscana Cofinanziamento comunale variabile Nuclei numerosi con minori <10 anni
Lombardia Detrazione IRPEF alternativa Pensionati residenti over65

Cosa succede dopo la scadenza

Dopo il termine delle domande fissato al 30 giugno 2026, l’INPS comunicherà gli esiti entro settembre. Le somme saranno erogate direttamente sul conto indicato nella domanda entro novembre dello stesso anno. In caso di irregolarità nella dichiarazione ISEE o nella documentazione sull’effettiva cura dei minori, l’ente potrà revocare il beneficio e richiedere la restituzione delle somme percepite indebitamente.

INPSPensione anticipata 2026: ecco esattamente a che età puoi andare in pensione in base alla tua situazione

Mentre il dibattito politico resta aperto tra chi invoca misure strutturali per la natalità e chi teme nuove disparità territoriali, il Bonus nonni segna comunque un passaggio simbolico: lo Stato riconosce ufficialmente l’opera silenziosa di milioni di anziani che tengono insieme le giornate lavorative delle generazioni più giovani.

Fornite il vostro feedback

Sii il primo a valutare questo post
oppure lasciare una recensione dettagliata


Condividi subito questo post!


10 reazioni su "Bonus nonni 2026: fino a 600€ per famiglia se tieni i nipoti, ecco come richiederlo"

Reagire a questo articolo

10 reazioni