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Questo fondo pensione riservato ai lavoratori del Veneto rende più della maggior parte delle banche italiane

Nel 2023 il Fondo Solidarietà Veneto ha registrato un rendimento medio del 6,1 per cento netto su base annua superando di oltre due punti la media dei conti deposito italiani secondo i dati COVIP.

In un momento in cui i tassi d’interesse oscillano e l’inflazione erode i risparmi, il risultato di un fondo territoriale come quello dedicato ai lavoratori veneti pone una domanda concreta: conviene ancora affidare i propri soldi solo alle banche, o la previdenza integrativa regionale offre vantaggi più tangibili nella gestione quotidiana delle finanze domestiche?

Un rendimento sopra le attese in una regione con forte identità economica

Il Fondo Solidarietà Veneto, nato nel 1990 e riservato a dipendenti del settore privato con sede o attività nella regione, riunisce oggi circa 130 mila iscritti e un patrimonio superiore ai 2 miliardi di euro. Il rendimento netto medio nel triennio 2021–2023 è stato del 4,8 per cento annuo, contro una media dei fondi pensione italiani del 3,6 per cento e un rendimento medio dei conti deposito sotto l’1,5 per cento nello stesso periodo.

L’andamento è stato verificato dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP) che annualmente pubblica i risultati aggregati. L’elemento che ha inciso maggiormente è la gestione prudente ma dinamica dei comparti bilanciati e obbligazionari, dove gli investimenti in green bond europei e infrastrutture locali hanno sostenuto la performance nonostante la volatilità dei mercati globali.

Dove le banche arrancano: il confronto diretto con i rendimenti tradizionali

Le principali banche italiane hanno offerto nel 2023 interessi medi sui conti deposito tra lo 0,8 e l’1,9 per cento netto, con vincoli da sei mesi a due anni. Anche i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione hanno reso meno in termini reali rispetto al Fondo Solidarietà Veneto. La differenza non è marginale: su un capitale di 10 mila euro investito per dodici mesi la forbice supera i 400 euro netti.

Strumento Rendimento netto medio annuo (2023)
Fondo Solidarietà Veneto 6,1%
Media fondi pensione italiani 4,2%
Conto deposito bancario 1,3%
Buoni fruttiferi postali 2,0%

I vantaggi fiscali che cambiano la prospettiva sul lungo periodo

Oltre al rendimento finanziario immediato, il fondo offre benefici fiscali rilevanti. I contributi versati possono essere dedotti fino a un massimo di 5.164 euro l’anno e i rendimenti sono tassati al 20 per cento invece del 26 applicato ai prodotti bancari ordinari. Al momento della pensione la rendita gode di ulteriori agevolazioni che riducono l’imposta effettiva anche sotto il 10 per cento dopo vent’anni di partecipazione.

  • Deducibilità dei versamenti fino a 5.164 € annui;
  • Tassazione agevolata sui rendimenti (20%);
  • Tassazione finale ridotta sulla prestazione pensionistica;
  • Nessuna imposta di bollo patrimoniale annuale.

L’elemento di tensione: chi resta escluso dal beneficio regionale

L’iscrizione è consentita solo ai lavoratori con sede operativa in Veneto o impiegati in aziende aderenti al sistema Confindustria Veneto e alle principali sigle sindacali regionali. Questa regola crea uno spartiacque tra chi può accedere a un rendimento superiore alla media nazionale e chi no. Molti giovani professionisti con contratti atipici o in smart working per aziende fuori regione restano fuori dal meccanismo pur vivendo stabilmente sul territorio.

Le associazioni dei consumatori chiedono da tempo una maggiore apertura territoriale o almeno convenzioni interregionali. La COVIP ha avviato nel marzo 2024 una consultazione tecnica sul tema dell’estensione geografica dei fondi negoziali regionali.

Punto di svolta: la riforma fiscale prevista dal 2025 potrebbe cambiare tutto

Nella bozza della nuova legge delega sulla previdenza complementare si propone l’allineamento della tassazione sui fondi pensione a quella degli altri strumenti finanziari se il rendimento supera determinate soglie. Ciò potrebbe ridurre parzialmente il vantaggio competitivo del Fondo Solidarietà Veneto nei comparti più redditizi. Gli esperti dell’ANASF stimano che una tassazione uniforme al 23 per cento abbasserebbe il rendimento netto medio al 5 per cento circa.

TendenzeEcco perché migliaia di italiani stanno facendo i lavori adesso prima che l’ecobonus 2026 cambi tutto

Tuttavia resterebbero intatti i benefici contributivi e la possibilità di anticipazioni fino al 75 per cento della posizione maturata per spese sanitarie o acquisto prima casa. Nella pratica quotidiana questa flessibilità rappresenta uno strumento reale di pianificazione familiare più che una semplice scelta d’investimento.

Cosa possono fare oggi i lavoratori veneti interessati ad aderire

L’iscrizione avviene tramite l’azienda o individualmente compilando il modulo online disponibile sul portale ufficiale del Fondo entro sessanta giorni dalla ricezione della busta paga utile all’avvio della contribuzione TFR. È possibile scegliere tra quattro comparti: garantito, obbligazionario misto, bilanciato dinamico ed azionario etico. Le adesioni volontarie sono cresciute del 12 per cento nell’ultimo anno segno che sempre più famiglie considerano questo strumento un’alternativa stabile rispetto ai depositi bancari tradizionali.

I risultati certificati da COVIP mostrano che chi ha iniziato a versare nel fondo già negli anni Duemila oggi dispone mediamente di un capitale doppio rispetto a quello accumulabile lasciando il TFR in azienda. Per molti lavoratori veneti non si tratta solo di previdenza futura ma di un modo concreto per proteggere i propri risparmi dalle oscillazioni dell’economia nazionale.

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